Learning fencing in Hungarian

“ Start with the practical of fencing in Budapest. Learn fencing in Hungarian “

foto-scherma

Progetto, Budapest Hu, 2015-2016

A Novembre 2015 mi sono trasferita a vivere a Budapest per imparare, per la prima volta, le tecniche del fioretto in Ungherese (Ho scelto l’Ungheria perché non ha il calcio come primo sport nazionale ma la pallanuoto e al secondo posto la scherma).

Ho acquisito le conoscenze della scherma associando a ogni movimento un suono di una lingua a me sconosciuta. Non rispondevo a dei comandi ma riconoscevo suoni.
Ho scoperto un nuovo tipo di concentrazione e un diverso sforzo mentale e fisico.
Un’esperienza durata sette mesi, che ha coinvolto i miei insegnanti, i miei compagni e tutti quelli a cui ho trasmesso la potenza di quest’esperienza.

Ho fatto questa scelta, non per imparare meglio, ma per farlo “in altro modo”.
Una modalità sconveniente, lontana del semplice imparare uno sport; un esperienza unica e un alternativo modo di entrare in contatto con l’Ungheria e la sua diversa cultura.

Questo progetto è diventato un racconto.
Ho narrato questa esperienza il giorno della mia laurea specialistica, a un pubblico d’insegnati e persone che quel giorno erano presenti per ascoltarmi, erano a disposizione per il mio racconto.


Project, Budapest HU, 2015-2016

In November 2015 I moved to Budapest to learn in Hungarian the techniques of the foil (I chose Hungary because it does not have football as first national sport but the water polo and fencing as second).

I acquired the knowledge of fencing by associating with each movement a sound of a language unknown to me. I discover a new type of concentration and a different mental and physical strain. Experience lasting seven months, which involved not only my teachers and classmates, but also all those to whom I have instilled the power of this experience. It would never have happened if I had learned fencing in Italy.

I made this choice, not to learn be er, but to do it “in another way.”
An inconvenient mode, far away from learning a sport, which has given me a unique experience and an alterna ve possibility to be in contact with Hungary and its different culture.

This project has become a tale.
I narrated this experience on the day of my master degree, to an audience of teachers and people who were present that day to listen to me, they were available to my story.

 

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